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Residenze Digitali – Edizione 2022

La terza edizione di Residenze Digitali, il progetto promosso dal Centro di Residenze della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt) in partenariato con AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto-Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, ZONA K di Milano, Piemonte dal Vivo / Lavanderia a Vapore e Fondazione RomaEuropa seleziona 6 progetti che vengono seguiti per sette mesi dalle strutture partner e dalle tre tutor, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti e Laura Gemini.

Al termine del percorso, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2022, i progetti avranno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali.

Christina G. Hadley

La montagna del sapone

Un progetto multipiattaforma composto da un film animato e da un sito web/videogioco. Il film suddiviso in tredici capitoli è un viaggio metaforico e onirico compiuto da Cindy, un’incarnazione dell’umano nei vari strati della rete. Internet diviene il pretesto narrativo e metaforico per parlare dello stato della percezione del sé e del mondo stesso. Ogni capitolo, sebbene si concentri su specifici argomenti, ha una sceneggiatura fluida che è frutto anche di un’interazione fra vari “agenti performanti”. Nel film, girato con un motore grafico per videogame, il performer che muoverà il modello 3d della protagonista con il motion capture, collaborerà con intelligenze artificiali alla scrittura della storia, dando un risultato imprevedibile. Tutti gli ambienti e alcuni dei modelli in 3d dei capitoli saranno inoltre caricati su un sito, per permettere agli spettatori che li avranno visti, di interagire e riscrivere la storia, il codice o partecipare alla creazione di un archivio. Si tratta di un’opera aperta, in divenire, che si trasforma in base anche alla lettura data dagli utenti.

Christina G. Hadley vive in Emilia-Romagna dove, dopo essersi laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna in Cinema e Video, esplora il mondo dell’Hacking-etico, immergendosi nella programmazione e nella 3D Computer Graphic. Al momento è una tesista per il biennio di Net Art all’Accademia di Brera. Ha esposto alla Triennale di Milano e a Digital Week, e partecipato e vinto a diversi festival, tra cui Anca e CutOut Fest.

Kamilia Kard

DANCE DANCE DANCE
(titolo provvisorio)

Dance Dance Dance è una serie di performance partecipative online ambientate in un metaverso creato ad hoc dall’artista su Roblox, un popolare MMO (Massively Multiplayer Online game). I partecipanti, attraverso i propri avatar, sono coinvolti in balli di gruppo sincronizzati, su coreografie che combinano passi di danza registrati in Motion Capture in collaborazione con performer o tratti da videogiochi famosi. Il progetto mira alla costituzione di una comunità in cui i partecipanti siano invitati a riflettere su questioni di identità, genere e inclusività nell’ambiente virtuale di Roblox, considerato uno dei principali luoghi virtuali di incontro e socializzazione per gli adolescenti. Attraverso la sincronizzazione del movimento e l’utilizzo di skin speciali disegnate per l’occasione, la danza collettiva diventa un rituale di aggregazione che invita i partecipanti a liberarsi del fardello della propria identità virtuale. La performance si articolerà in vari eventi, ognuno dei quali si baserà su passi, coreografie e tematiche specifiche.

Kamilia Kard è un’artista e docente nata a Milano. La sua ricerca esplora come l’iperconnettività e le nuove forme di comunicazione online abbiano modificato e influenzato la percezione del corpo umano, della gestualità, dei sentimenti e delle emozioni. Dal 2011, il suo lavoro è stato esposto in gallerie, festival e istituzioni a livello nazionale e internazionale. È dottoressa in Digital Humanities all’Università di Genova e docente di Comunicazione Multimediale a Milano e Carrara.

ultravioletto

Hello World!

Il progetto indaga il dualismo tra la vita e la morte attraverso l’analisi dei messaggi pubblicati sui social e riguardanti la nascita e il decesso di persone, sfruttando un software di scraping che campiona il testo degli utenti in diverse lingue del mondo. Due plotter, ovvero due periferiche specializzate nella stampa di supporti di grande formato, fermano il tempo passato e quello presente in una performance capace di rappresentare su carta una realtà composta da un unico dualismo: l’eterna danza dell’esistenza umana, un ballo effimero tra la vita e la morte. Realizzare una danza di data visualization della dicotomia tra vita e morte è l’obiettivo del progetto, con l’ulteriore intento di suscitare nello spettatore un quesito esistenziale che lo accomuna e lo mette in relazione con il resto del mondo: c’è il “qui ed ora” o c’è la paura della morte?

Ultravioletto è uno studio di interaction design. Opera nell’area multidisciplinare che fonde architettura e design, racconto e installazione, contaminandola con le nuove tecnologie emergenti. Ultravioletto ha una spiccata sensibilità nella sperimentazione su un percorso di ricerca espressivo che valorizza i progetti di comunicazione quanto le opere artistiche che realizza. Un lavoro tra arte e nuovi media, che ha portato alla realizzazione di installazioni interattive, performances.

BOTH Industries

Still Walking

Still Walking è un progetto artistico che si concentra sul fenomeno delle Echo Chambers: ambienti virtuali chiusi dove le linee di pensiero tendono a radicalizzarsi a causa della ripetizione di modelli comunicativi all’interno di una comunità omogenea. Un set di video green screen, due tapis roulant, una postazione computer per la composizione video e una per il suono, permetteranno di lavorare alla definizione di scenari fittizi, con i loro abitanti e le mappe narrative che li collegano. La serie di video presenta gruppi di persone in moto perpetuo, in cui le immagini dei performer sono moltiplicate sullo schermo con tecniche di collage video. Solo due performer che camminano sui tapis roulant interpretano tutte le molteplici figure che animano gli spazi virtuali delle Echo Chambers, come se fossero modelli umani in una simulazione digitale.

BOTH industries è un’associazione artistica transdisciplinare con sede a Berna, composta dall’artista visivo e architetto Matteo Taramelli, i performer e danzatori Valentin Oppermann e Stella Höttler, e il musicista e sound designer Jacopo Biffi. Si tratta di quattro artisti che riuniscono i campi delle arti visive e dell’immagine in movimento, architettura, design computazionale, danza, teatro, performance art, sound design, musica, nuovi media e le loro intersezioni.

gruppo nanou

THEY (immagine – movimento)

Coreografare un movimento e un movimento di ripresa, portare la telecamera all’interno del dispositivo coreografico così che lo sguardo e la dinamica della ripresa diventino l’oggetto della performance. Il paesaggio su cui muovere l’azione è il progetto They, un percorso di ritratti (soli) per tre giovani danzatori della compagnia che andrà a comporre una pinacoteca coreografica costruita sulle identità dei corpi. Il principale riferimento iconografico sono le atmosfere cinematografiche e cromatiche dei registi Sofia Coppola e Gus Van Sant. Il rapporto tra il corpo, necessariamente concreto, e il disegno geometrico è l’indagine che la compagnia sta affrontando. Nello spazio verranno tracciati dei disegni (cerchi, quadrati, rettangoli) che diano informazioni al corpo e all’andamento coreografico.

gruppo nanou nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come luogo di incontro dei diversi linguaggi e sensibilità che caratterizzano la ricerca artistica di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. Le produzioni hanno attraversato piazze importanti, tre le quali: Ravenna Festival, Fabbrica Europa, Unidram (Germania); La MaMa ETC (USA). Dal 2019, l’immaginario sonoro è affidato al musicista Bruno Dorella, fondatore di diversi gruppi musicali, tra cui OvO, Ronin e Bachi da Pietra.

Teatrino Giullare

Drone tragico. Volo sull’Orestea da Eschilo a Pasolini. 

Un progetto di web serie teatrale tratto dall’Orestea di Eschilo, a partire dall’eccezionale traduzione che ne fece Pier Paolo Pasolini. Un omaggio al gioco del teatro di Eschilo, che viene reso interattivo, e un omaggio a Pasolini, traduttore nel centenario della nascita. L’Orestea è l’opera dei punti di vista a partire da quello degli Dei e degli uccelli che osservano dall’alto, a quello del coro che osserva a distanza, fino a quello dei personaggi immersi nella tragedia. L’idea fondante del progetto è di ampliare la questione dei diversi punti di vista posti dal testo filmando le azioni e le situazioni con un drone e videocamera 360 gradi, spostando la visione su situazioni diverse e concedendo allo stesso tempo allo spettatore la possibilità di guardarsi attorno, anzi di scegliere il proprio punto di vista, di scegliere cosa guardare.

Teatrino Giullare è una compagnia di teatro contemporaneo fondata e diretta dagli attori e registi Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti, che realizza dal 1996 allestimenti teatrali, seminari, laboratori in tutta Italia e tournée internazionali in 35 paesi del mondo. Ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali, il Premio Nazionale della Critica (2006), il Premio Speciale Ubu 2006, il Premio della Giuria al MESS di Sarajevo (2007), il Premio Hystrio (2011), l’Excellent Play Award della Central Academy of Drama di Pechino (2019).